Visita al Museo Fiorentino di Preistoria
"Paolo Graziosi"
Giovedì 6 aprile 2006 la nostra classe ha visitato il Museo della Preistoria. La guida, per la nostra gioia, ci ha fatto subito sedere per terra e ci ha illustrato l'evoluzione dell'uomo, dall'Australopithecus (Lucy, l'esempio più famoso) all'Homo sapiens sapiens o, come oggi tutti lo chiamano, uomo moderno.

Museo di Preistoria
Ci ha detto che gli uomini provengono da una specie di scimmia che viveva in Africa e che evolvendosi ha lasciato spazio ai primi ominidi e quindi agli australopitechi: essi camminavano eretti ma avevano un aspetto ancora scimmiesco. Da loro derivò l'Homo habilis, il primo a saper modificare oggetti come le pietre e l'Homo erectus, il primo a saper accendere il fuoco e a cacciare con oggetti fabbricati da se stesso, ad articolare suoni e a migrare in Asia e in Europa. Poi comparve il cosiddetto Homo di Neandertal, l' Homo sapiens il primo ad usare un linguaggi , che dipingeva ed usava seppellire i morti ed infine l'Homo sapiens sapiens o Uomo di Cro-Magnon.
Tutta la spiegazione è stata supportata dai molteplici reperti che erano in mostra al museo: nella prima stanza abbiamo potuto ammirare molti crani, appartenenti alle varie fasi dell'evoluzione, e abbiamo potuto constatare come, durante questo lungo lasso di tempo, l'uomo abbia aumentato la propria capacità cranica e sviluppato molte nuove tecniche per cacciare e per difendersi dagli animali. Infatti erano esposti i "chopper", pietre scheggiate ed appuntite in modo da essere usate come armi oppure per raschiare la pelle dagli animali. Evidentemente con il passare del tempo gli uomini hanno imparato sempre più ad usare le mani e a fare oggetti: abbiamo visto perfino un bottone e un amo di pietra. E' stato molto interessante veder questi oggetti: non pensavamo che dall'osservazione di un "sasso" si potesse dedurre che l'uomo si costruiva i vestiti con le pelli degli animali...
Proseguendo in un 'altra sala, abbiamo visto delle statuette fatte dall'homo sapiens raffiguranti corpi femminili con il seno e il ventre ben in evidenza. Tali statuine rappresentavano la fertilità, erano di "buon auspicio". Nella stessa sala la guida ci ha mostrato alcune foto di disegni fatti nelle caverne con i colori che dava la natura (carbone, uova...). Inizialmente i disegni venivano realizzati nel luogo più buio e segreto della caverna perché dovevano servire per incoraggiare il cacciatore ad affrontare meglio la preda, una sorta di "buona fortuna". E' dimostrato infatti come la superstizione abbia origini antichissime, forse esiste ancor prima dell'uomo. In un secondo tempo gli abitanti delle caverne cominciarono a disegnare nella parte più luminosa e in vista della caverna
Infine abbiamo visto sepolture con scheletri trovati in varie parti d'Italia, anche se in alcuni casi erano solo dei calchi perché i fossili rinvenuti in una determinata zona devono restare lì e per mostrare gli scheletri anche a persone lontane dal luogo di ritrovamento, gli esperti hanno fatto dei calchi del tutto simili agli originali. Interessanti due scheletri (sorella e fratello) posti nella stessa tomba, con lo stesso corredo e il calco di uno scheletro un po' deforme rispetto agli altri perché coperto da grandi massi di pietra che servivano a proteggere meglio la tomba dagli animali
